Ambiente

Clima, negare riscaldamento globale è una bufala

La prima pagina di oggi di alcune testate giornalistiche nazionali, rappresenta l’ennesima negazione del rischio che il nostro Pianeta, e noi con esso, stiamo correndo per via del cambiamento climatico. Dire che “fa freddo” e di conseguenza non c’è un riscaldamento globale è una bufala, una fake news, chiamatela come volete. Ma resta la mistificazione della realtà di chi non conosce minimamente il tema e confonde il meteo con il clima.

 

Già c’è una grande differenza tra il meteo, cioè quello che noi vediamo dalla finestra quando ci svegliamo o quello che l’app del cellulare ci comunica, e il clima che invece basa i suoi dati non sul quotidiano, ma su un’osservazione globale di almeno 30 anni, come ha ben evidenziato il climatologo Sannino nel corso dell’evento di fine marzo a Cosenza (qui un estratto che spiega perfettamente quello che sta accadendo e come sia in atto una becera campagna di disinformazione sul tema

“Non possiamo più tollerare che alcuni pezzi di giornalismo, persone scarsamente informate sui social o partigiani di una parte politica possano mettere in dubbio il cambiamento climatico e le sue sempre più catastrofiche conseguenze sul Pianeta e sulle nostre vite. – evidenza Francesco Cufari presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria – Dobbiamo essere coscienti di quello che sta avvenendo comprendendo che il Pianeta si sta riscaldando a ritmi mai visti prima e questo porterà a fenomeni sempre più catastrofici dovuti all’innalzamento dei mari e al fatto che gli oceani accumulino (attraverso il calore) sempre più energia che poi tifoni e uragani trasformano in catastrofi naturali. Non possiamo più stare a guardare mentre i ghiacciai si riducono a ritmi spaventosi o mentre la nostra stessa regione è continuamente sconquassata da alluvioni e fenomeni idrogeologici. C’è un’emergenza e come tale va affrontata, altrimenti ben prima del 2030 vivremo sulla nostra pelle fenomeni meteorologici mai visti prima, con il rischio di vedere la Calabria stessa flagellata da mesi caldissimi con temperature superiori ai 40° C e piogge e venti intensi in altri periodi dell’anno. Non c’è più tempo da perdere e lo dico prima ancora da cittadino e poi da tecnico rappresentante della categoria”.

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